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Visualizzazione dei post con l'etichetta cuore e società

stanno arrivando..

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Anche stavolta stanno arrivando, ritornano, quasi fossero fiocchi di neve che si avvicinano in silenzio fino a ricoprirti, a cambiarti, a soffocarti. Ho fatto finta di non vedere i minuti scorrere, i giorni passare, i momenti diventare diversi anche fissando le stesse cose, guardando dai soliti angoli, dai soliti punti di vista, sempre uguali e sempre diversi.  Sto fermo, ma tutto si sta spostando di corsa, cerco di incontrarmi ma continuo a non riuscirci, continuo a sbattere contro tutto, tutti, contro me stesso che non va, che non è quello che volevo, che avevo in mente tempo fa, poco, tanto tempo fa. È tutto nuovo, è tutto da ricolorare, è tutto come prima, cambiato, lentamente, silenziosamente, in una discesa che non lascia mai il tempo di capire quanto veloce sia questo andare piano.  Ma alla fine, anche quest'anno, le feste, puntuali, ti ripresentano il conto, ti rifanno vedere in un colpo solo tutto quello che è il vuoto che sta dentro, anche con il bello dei pezzi ch

BUONE FESTE..

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Gli auguri a metà sono di solito quelli nei calendari, quelli fatti per forza, quelli fatti senza andare a capire se sono sentiti o meno, perché in fondo non ci costa niente farli.  Mi piacerebbe rovesciare le cose, trovare una formula per cambiare gli auguri e restringerli, ma so che è faticoso, difficile..  Gli auguri li faccio a chi ha bisogno, a chi non ha mai voluto diventare forte ai danni degli altri, a chi non si gira dall'altra parte, a chi non si sente sempre più forte e in gamba, realizzato da un merito che non è mai nostro del tutto.  Gli auguri vorrei farli alle persone, a quelle che non hanno mai preso sul serio le differenze, a quelli che non pensano che la proprietà sia un diritto universale, che il mondo non sia solo di quelli che hanno le possibilità di comprarselo.  Gli auguri vorrei che arrivassero dove molta gente non ha la forza per capirli, dove le speranze si sono sottomesse alle prepotenze, dei forti, dei duri, delle democrazie piene di fondazi

ipocritamente..

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Immaginiamo una rivoluzione al contrario, un nuovo modo per rendere inutile la partecipazione: girando le spalle ai problemi e facendo finta di non vedere lo sporco, tanto qualcuno pulirà per noi.. Se la democrazia coincide con la partecipazione (naturalmente di chi può permetterselo, gli altri devono pensare alla sopravvivenza) l'ipocrisia è l'antidoto allo sconforto del restare fermi, arroccati sui privilegi, incapaci di accorgersi dei confini di ogni ragionamento, anche il più acuto non ha armi contro. Ma facciamo un passo indietro, tiriamo fuori dall'armadio Aristotele, che peraltro ci è sempre stato un po' stretto, e proviamo a vedere quanto il suo ragionamento per la dimostrazione della verità sia diventata un fulcro per, guarda un po' che strano, la monipolazione delle "opinioni pubbliche" o, in altri termini, per la persuasione (subliminale) delle coscienze. Niente di strano direte voi, e a buona ragione, da millenni le coscienze sono solo lava

buone feste

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Tutti gli anni, tutte le volte in cui ci avviciniamo al clima festivo, con i colori e il caos che ci ricorda quanto lontana sia quell'idea di cambiamento, ci fermiamo sempre un po' a riflettere sul bene e sul male, su quello che raccontiamo e su quello che in realtà ci teniamo dentro. Il mio augurio è che ciascuno di noi inizi ad avvicinare sempre di più quei due momenti: quello che pensiamo e raccontiamo di noi, e quello che siamo. Le parole, amiche delle favole più belle, prendono sempre una parte del nostro mondo, una parte fatta di colori cambiati, ingenuità che ci coccolano, critiche al mondo e voglia di cambiarlo, voglia di comunità e competizione sfrenata, per più soldi, più potere, più ricchezza ai danni di chi è ai margini, vigliaccheria tanto grande da farci pensare onesti solo perché siamo quello che ci dicono essere, perché facciamo quello che ci dicono di fare... Auguri, perché anno dopo anno i figli che verranno possano sperare in qualcosa di meglio

sogna, ragazzo sogna..

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Ci sono momenti in cui la rassegnazione sembra l'unica attrice della nostra recita: il mondo non si cambia, ogni persona è vittima senza saperlo, nella migliore delle ipotesi, sapendolo, nella peggiore.. Non è sempre così però, non sempre la ragione è nelle mani dei più forti, nelle parole di grida di più, dietro la paura di chi sussurra piano ed ha imparato a tacere per andare avanti. Ogni anno che passa ci insegna qualcosa e in ogni pensiero, anche nello stesso, c'è qualcosa di nuovo, da qui è sempre possibile ripartire. Non si nasconde quello che si vuole davvero e accanto ad ognuno di noi c'è sempre una strada nuova da provare.. Basta iniziare a scegliere, provando a guardare quello che si vede solo ad occhi chiusi.. E ti diranno parole rosse come il sangue, nere come la notte; ma non è vero, ragazzo, che la ragione sta sempre col più forte io conosco poeti che spostano i fiumi con il pensiero, e naviganti infiniti che sanno parlare con il cielo. Chiudi gli occ

voglia di libertà..

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Non è giusto doversi inchinare ai sogni, e non serve a sentirsi più liberi. I sogni dovrebbero anticiparci, farsi vedere, ispirarci, accompagnarci. Eppure, anche quelli più belli, non riescono ad essere ancora autentici, alcuni per paura, altri per follia, la follia di non essere mai reali, mai vicini, mai razionali e possibili. Stiamo provando ad interpretare i sogni delle rivolte, i sogni di ogni persona che cerca di star meglio senza dover subire umiliazioni, scontate per qualcuno, inaccettabili per altri. Il problema è che non ce n'è per tutti.. Tutti lo sanno, nessuno ha la forza o la volontà per dirlo al mondo. Da qui partono le radici di tante filosofie, quella che confida nell'ingegno umano e quella che vede la fine di tutto a meno di una reale e giusta decrescita. Apriamo da qui un piccolo spiraglio nella confusione che ci ammorbidisce il pensiero e rovesciamo tutto al contrario, proviamoci. Essere in tanti significa abituarci a dividere, giustificare la naturale limit

8 marzo

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  Il valore dell'8 marzo è in tutti i giorni.. In tutti quelli che vivono di complicità e non  di competizione, in tutti quelli che non vedono differenze ma solo qualità da riconoscere e apprezzare insieme, per migliorare, per andare avanti. Immagino, sognandolo, un mondo sempre più per tutti e il mio augurio è che ogni donna, insieme ad ogni uomo, non si arrenda ad un mondo di regole stupide, guerrafondaie, irrispettose dei più deboli ma riverenti ai forti..

un anno ancora nuovo

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Il mio anno nuovo è nato al centro di Roma, pieno di persone, folla, rumori.. Chissà se i botti, più o meno disordinati, chiedevano davvero di cambiare, spingevano a pensare o solo a nascondersi un po' tra la gente e noi stessi. So che a volte nascondersi è un rimedio, una cura per cambiare un stato d'animo senza competere con noi, con quello che siamo o che crediamo di essere. Per questo siamo a Roma, per questo amiamo la folla, il traffico e i rumori di questa città , per questo ci spaventiamo nel sentirci sempre a metà, tra un desiderio di evasione e una paura di non saper star fuori. Pensavo ad un grembo, pieno di confusione, pieno di rumori e odori diversi, pieno di colori a metà tra il grigio e il neon dei negozi. Chi vuole fuggire dal grembo, chi vuole uscire allo scoperto per accettare di non essere sicuri di niente, di essere più fragili di quello che pensiamo. Allora è meglio restare nascosti tra tanta gente e tante cose, tanti rumori e confusioni che ci disorientano,

libertà

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Libertà di crescere, di diventare, di essere come si può e non come si deve. Libertà di pensare, di conoscere la verità, di sentirsi persona e non oggetto, numero. Libertà di guardare, di vedere, di capire, di contestare, di non essere d'accordo e non per questo rifiutati. Libertà di esprimersi, senza i vincoli di qualcosa che ci domina, senza una cultura che non è cultura. Libertà di esistere, senza dover pagare per avere spazio, per avere terra, per avere. Libertà di scegliere, senza che un sogno sia peccato. Libertà di essere, per esserci..

consapevolezza o negazione?

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Non vi è situazione umana più tragica della persistenza di una condizione nociva per cui un rimedio è immediatamente disponibile. A differenza delle pestilenze degli anni bui o delle malattie contemporanee che ancora non comprendiamo, la piaga moderna della sovrappopolazione è risolvibile con mezzi che ci sono noti e con risorse che sono in nostro possesso. Quel che manca è non già una sufficiente conoscenza della soluzione, ma la consapevolezza universale della gravità del problema e la diffusione di informazione tra i miliardi di persone che ne sono vittime. [Martin Luther King]

rallentando

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Vado piano per capire il tempo, per leggerlo, vorrei fermarlo, sorpassarlo per poi rallentare con lui, sempre di più, fino a fotografare una tranquillità che mi sfugge, una serenità impaurita dal passaggio di ogni cosa. Eppure non c'è niente che sappia fermarsi, qui si muove tutto, ogni cosa segue un corso strano, io non lo vedo sempre, e mai lo controllo. Tutto è in prestito e tutto cambia, ogni colore, ogni profumo, ogni sensazione, ogni idea. Lavoro per me, lavoro per cambiare anche io, per adeguarmi, per saper leggere quello che mi circonda, quello che vedo di fuori è dentro i miei sguardi, troppo fragili. Quello che sento dentro è un infinito, lento, incerto, prepotente, frettoloso scivolamento, dove il tempo si diverte a rimescolare tutto, sempre e per sempre. Lui è l'unico a saperlo fare..

buone feste

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Non è facile immaginare un anno nuovo senza guardarsi un po' indietro, senza il ricordo, senza approfittare di una lente diversa, magari in grado di distorcere un po' meno tutto quello che ci viene incontro.. ______________________________________________ ** ***** *********** Per le prossime feste, per tutte le persone a cui tengo, per tutte le persone che tengono a me, per chi ha fede e per chi non ne ha, per chi diventando grande si scopre piccolo, per chi aspetta un regalo che non sa di aver già aperto, per chi sa cosa vuole, per chi non lo sa ancora.. Auguro delle feste ricche dentro, piene di sogni da rincorrere, di serenità, di sorrisi..

l'altruismo facile..

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Stiamo attraversando un periodo di altruismo generalizzato, standardizzato, imposto. Un tam-tam di come aiutare qualcuno con i gesti più piccoli, con poco, con un semplice sms da due euro, con un inoltro di posta elettronica o con un'icona da cucire sul petto, tanto basta. Il consenso è un prodotto da acquistare a tutti i costi. Niente da dire? Bé, come ogni persona di natura un po' polemica io qualcosa da dire ce l'ho, e dico di iniziare a fermare i falsi profeti, i falsi altruisti, quelli che con l'altruismo spicciolo si mettono in tasca solo il proprio benessere. Cerchiamo insieme di vedere cosa c'è dietro senza usare fedi o convinzioni preformattate. Aiutare va di moda? Allora facciamolo, ma in prima persona, non regaliamo potere a chi amministra anche la bontà, a chi ci fa business, a chi fa diventare un gesto ingenuo una bandiera politica o di fede, come un obolo per ottenere l'indulgenza dei peccati più incoffessabili. Mi domando, di quei due euro quanti

quando

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Quando ritornano i pensieri brutti, quando passano via, riempiendoci e lasciandoci un piccolo vuoto.. Quando vorremmo cambiarci e cambiare tutto, quando proviamo e riproviamo, sentiamo, ascoltiamo, distratti e stanchi, agitati.. Quando un profumo di primavera riempie il nostro autunno, quando noi riempiamo noi, sognando ancora, impauriti, fragili, ingenui ma forti.. Quando quello che aspettiamo non arriva mai, quando abbiamo bisogno di qualcosa che non c'è, siamo ancora qui, ancora una volta, soli ma in tanti.. Quando il ritorno è un viaggio in avanti, quando le piccole cose non sono mai le stesse, allora in ogni momento c'è ancora tempo, il nostro tempo..

ritornando da qui..

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Forse una foglia non riempie una pagina, non fa un albero, non dura che una stagione, ma sa raccontare.. Quando ci perdiamo le piccole parti di qualsiasi cosa, quelle minuscole, quelle che non sono importanti, forse arriviamo prima ma mai più ricchi, mai in modo completo. Sto ricominciando a correre piano piano, ad affrettarmi riflettendo di più, a continuare in avanti ritornando sugli stessi passi. Tutti cerchiamo qualcosa, e meno strada si fa, più siamo convinti di essere vicini, di aver capito tutto, tutto quello che, nella vita, c'è da capire. Adesso però ho voglia di ritornare da qui, di riprendere tutto partendo dai dubbi, dalle incertezze che non volevano combattermi, dalle paure che non volevano spaventarmi, dalla vita che non aveva bisogno di essere capita. Ritorno da qui, da un minuto di dolore che si è riempito di me, eterno, da un minuto di speranza che non sa privarsene, ma che se ne riempirà per ritornare più fragile e più autentica, più timorosa e proprio per questo

lontano lontano..

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Lontano lontano forse c'è qualcosa che parla di noi, forse c'è quello che qui vicino si nasconde, forse siamo troppo piccoli per arrivare così in profondità, forse siamo troppo grandi per riscoprire quello che abbiamo, troppo distratti per non invecchiare nell'anima, troppo frettolosi per rallentare, per sorridere e meravigliarci di quello che non si sa, per accettare quello che siamo senza la presunzione di voler giustificare tutto, che sia per fede, che sia per ragione..

buon 2009!

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Ho sempre preso le distanze dalle feste, da quelle che la tradizione, la religione, l'istituzione vuole farci vivere, da quelle che viviamo con difficoltà e senso di inadeguatezza perché ci fanno sentire più soli, perché ci fanno sentire vuoti, finti.. Il capodanno è finzione, come tutte le feste che arrivano dal calendario più che dal cuore. Il mio augurio è un po' diverso perché cambia con me, perché il 2008 mi ha permesso di rovesciare ancora una volta la mia vita, perché mi ha permesso di capire quanto poco di essa conoscevo e conosco. Il mondo non va e noi con lui, l'amore è glamour, la festa è commercio, il divertimento è forzato. Io non voglio ballare perché c'è musica, voglio ballare perché lo sento, non voglio ridere perché è festa, voglio che sia festa perché rido. Non sono i momenti di festa a portare la gioia, ma la gioia a portare le feste, così dovrebbe essere, così sarà quest'anno per me. Provo solo ad immaginarmi un mondo cambiato davvero, non a paro

impronte

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Alcuni percorsi non li decidiamo, ci troviamo a viverli, viviamo i momenti, cambiamo con loro. Alcune persone non le scegliamo, ma sono con noi, ci aiutano ad essere forti, cambiano con noi, soffrono con noi, ridono con noi. Vorrei seguire e inseguire ancora mille impronte, continuare ad ascoltarle vivendole in ogni pensiero. Vorrei riuscire a condividerle come un sogno, con chi sa che non vanno seguite ma ascoltate con il cuore, nelle loro mille direzioni, nei loro mille significati. Le impronte sulla sabbia si perdono tra vento e mare, le impronte che ho nel cuore sono parte di me, sono parte di noi.

risposta al tempo

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Dedicato a chi non giudica, a chi ama senza fermarsi all'apparenza, a chi non segue i predicatori di menzogne, a chi sa aspettare, a chi ha già provato ad ascoltare il dialogo infinito tra il tempo e i sentimenti.. [di Nana Caymmi] Scolpito nella porta principale è il tempo Io bevo un po' per avere argomenti Ma sono in imbarazzo, zitto, lui ride Lui si fa beffe di quanto ho pianto Perché sa come passare ed io non lo so Un giorno azzurro di estate, sento il vento Ci sono foglie nel mio cuore, è il tempo Ricordo un amore che ho perso, lui ride Dice che siamo gli stessi, vuole sapere se lo ho notato Perché non sa fermarsi, e neanche io E gira intorno a me, sussurra che chiude ogni strada Che gli amori finiscono nel buio, da soli Rispondo che lui imprigiona, io libero Che lui addormenta le passioni, io le sveglio Ed il tempo ha invidia di me Mi guarda volendo imparare Come io muoio di amore per tentare di rinascere In verità é un eterno bambino che non ha saputo maturare Io riesco,

semplicità

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Quando ci si ritrova fuori orario si rischia sempre di essere in ritardo, ogni giorno viaggia con dei ritmi preimpostati ..e noi con lui! Eppure ci sono momenti in cui tutto sembra esclusivo, un po' per noi, riservato a chi ha la possibilità e la voglia di sfuggire ad un mondo troppo pieno, al predefinito e al commerciale. E così ci si ritrova su una spiaggia a fine luglio con pochissime persone, tutte più sorridenti e serene del solito, con la sabbia che non ci scotta più e l'ombrellone che non serve, anche se il sole è lì che ci guarda, un po' meno in alto forse, ma ancora caldo da accompagnarci nella sua discesa, cambiando i suoi colori fino al tramonto, fino a quell'infinito che vuole tenere tutto per sé. Eppure lo straordinario, l'eccezionale, non vorremmo mai confonderlo col banale, rischieremmo di non essere alla moda, di raccontare ai nostri amici che facciamo salti e che non voliamo mai, che ci fermiamo nei momenti in cui tutti si spostano, che andiamo cont