colpevoli e innocenti..




Difficile oggi fare notizia con un amministratre, un politico, che ruba. Agli occhi di un cittadino normale, in carne e ossa, fa quasi parte del mestiere e per i media di regime farne uno scoop non è, ormai, sempre così semplice, non senza banalizzare. La politica non è l'arte del buon governo, quello è un'altra cosa. E' l'arte della buona propaganda: a volte riesce, a volte si perde e degenera. Si è perso molto in qualità, per essere personaggio non importa solo la classe sociale, si può essere proiettati nel mondo del potere anche solo per motivi estetici, per scambio di favori, per corruzione e familismo. Il motore della macchina democratica sta lentamente rallentando, perpetuando il suo allontanamento dalla realtà e da quello che alcuni definirebbero "etica", fiducia. Ma non è solo un problema regionale, è un problema legato al fallimento della democrazia, alla rappresentatività che non sa rappresentare, all'umanità che non riesce a collaborare con sé stessa. 
Dividere, come sempre, tra chi è causa e chi è estraneo è un errore, un errore che da un lato protegge il sistema, dall'altro dipinge innocente chi è dentro lo stesso meccanismo, compresi in parte più piccola tutti noi. La malattia è invece legata alla cultura, all'etica, ed è molto più capillare e diffusa di quanto appaia.
Noi siamo cos
ì, la nostra cultura fa di un profittatore un furbo, di uno che ha l'autista un punto di riferimento, di un "barone" una persona stimabile e da tenerci cara. Poi non importa della strada che ha fatto per arrivarci e per mantenersi. E' normale che ci siano baroni che vadano per missioni usando soldi pubblici, che usino le istituzioni per piazzare chi decidono loro. Professionisti che lavorano nel pubblico e a tempo perso magari in qualche clinica, con buona pace del conflitto di interessi e dei colori politici.. È il senso di comunità che fallisce, è il senso di cittadinanza reale, di interscambio, di altruismi, che manca e falsamente ci fa sentire protetti.
L'informazione complice di un sistema corrotto l'abbiamo archiviata, ma è lei che subiamo prima di ogni altra cosa, ci fa emozionare e non ci fa ragionare. Ogni volta dipinge il bianco e il nero, noi e loro, i buoni e i cattivi. La democrazia, se la vedi con occhiali diversi, può essere un bluff; dovremmo iniziare da qui, a rivedere ile tante illusioni di una rappresentatività che non ha mai rappresentato nessuno, di una partecipazione che manca, di tanti piccoli e grandi furbi che ogni giorno ci rubano qualcosa. Magari riuscissimo a mandar via tutti, ad iniziare la giusta lotta ad ogni privilegio, a ritrovare i principi dietro le idee e non le propagande della casta. Se ti dici comunista ti guardano male, ma riflettendo ti accorgi di quanti punti di contatto ci siano tra Marx e la bibbia e di quanti diventino subito filosofi per dimostrarti che non può essere. Basta con le dittature, tutte, iniziando con quelle che ci controllano la testa.

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