un anno ancora nuovo

Il mio anno nuovo è nato al centro di Roma, pieno di persone, folla, rumori.. Chissà se i botti, più o meno disordinati, chiedevano davvero di cambiare, spingevano a pensare o solo a nascondersi un po' tra la gente e noi stessi. So che a volte nascondersi è un rimedio, una cura per cambiare un stato d'animo senza competere con noi, con quello che siamo o che crediamo di essere. Per questo siamo a Roma, per questo amiamo la folla, il traffico e i rumori di questa città , per questo ci spaventiamo nel sentirci sempre a metà, tra un desiderio di evasione e una paura di non saper star fuori.
Pensavo ad un grembo, pieno di confusione, pieno di rumori e odori diversi, pieno di colori a metà tra il grigio e il neon dei negozi. Chi vuole fuggire dal grembo, chi vuole uscire allo scoperto per accettare di non essere sicuri di niente, di essere più fragili di quello che pensiamo. Allora è meglio restare nascosti tra tanta gente e tante cose, tanti rumori e confusioni che ci disorientano, ci stancano e, in fondo in fondo, ci proteggono dalla paure delle diversità, del di fuori, della negazione della normalità che ci illudiamo di avere in pugno..
Cambiare per restare gli stessi, forse è questa la ricetta. Girare una pagina bianca per riscriverla con i colori che non sappiamo vedere, per rigirarla ancora quando tutto si sarà spostato alle spalle, quando la nostalgia ci farà pesare i momenti che vanno sempre di fretta, che sfuggono come noi. E noi, innamorati a vita di una novità che non arriverà mai per fermarsi, sorridiamo feriti dalla forza di una fotografia e del tempo.
Buon anno nuovo.

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